Fotografi di Natura

Attrezzati a volte all'estremo si tratta di persone dal bagaglio culturale più vario e, di conseguenza, dal comportamento spesso imprevedibile. Come in tutte le cose del mondo si possono evidenziare aspetti positivi o negativi, a seconda delle situazioni e dei punti di vista ma, secondo la mia personale analisi, quelli positivi largamente prevalgono.

Vediamo prima quelli negativi.

Spesso i FFdN (fotografi di natura) avanzano feroci critiche e pretese relativamente alla localizzazione e la struttura dei capanni o dei percorsi schermati. Le feritoie di osservazione non sono mai abbastanza larghe (dal loro punto di vista) e, per poter scattare buone foto i capanni dovrebbero avvicinare i fotografi alle aree più centrali e delicate dell'area protetta.

Secondo loro, per definizione, il FdN non disturba mai!

Alcuni si piazzano di buon mattino nei punti migliori e, comodamente seduti, non si schiodano di lì se non quando a loro aggrada... impedendo la vista ad altri visitatori che, oltre ad essere intimiditi dall'ingombrante presenza (il FdN tipico di solito porta con sé quintali di attrezzatura e, almeno inizialmente, tende a privilegiare la tecnologia alla biologia) rimangono anche frastornati dalle chiacchere, che non mancano.

Infatti, se i FFdN sono due è quasi inevitabile che una accesa discussione sull'uso dei loro iper –tecnologici aggeggi si avvii e duri nel tempo. E non di rado - ohimè – si parla ad alta voce in un luogo che richiederebbe il religioso silenzio.

Nelle discussioni organizzative e nei dibattiti, il FdN sosterrà sempre che il disturbo viene da altri... a seconda dei casi i bambini delle scuole mal condotti o ineducati, la comitiva di "maleducati stranieri", il birdwatcher e, via dicendo.

Ma esiste anche il rovescio della medaglia. In poco tempo il FdN, frequentando un'area protetta, ben organizzata, ricca di specie e con affascinanti panorami (quindi buoni soggetti da immortalare) impara ad andare nei dettagli ed a riconoscere un capriolo da una nutria.

Che sembra facile ma per i veri principianti non sempre lo è!

L’aumentata conoscenza spinge al desiderio di tutelare l'oggetto dell'attenzione (e la fonte del piacere) ed ecco che il FdN, pazienza se inizialmente ingenuo o sprovveduto, diviene, in poco tempo, un convinto alleato di chi si occupa quotidianamente di conservazione.

Una volta raggiunto un minimo di conoscenza e capacità tecniche ecco la metamorfosi: non solo il FdN si trasforma a sua volta in un "purista intransigente", ma inizia a manifestare i tipici comportamenti territoriali dei predatori alfa: tende infatti a difendere i suoi più amati e produttivi "territori di caccia" e vorrebbe renderli il più possibile esenti dal disturbo (degli altri).

Chiederà a questo punto che altre aree siano rinaturalizzate e che siano attrezzati speciali capanni, assai confortevoli, ma chiusi e dotati di chiave o lucchetto, perché destinati alla presenza solo di pochi "eletti", peraltro paganti anche cifre ragguardevoli, che potrebbero dare un non secondario contributo alla gestione delle riserve naturali.

Va osservato a questo punto che, a ben guardare, la psicologia del FdN è assai simile a quella del primitivo “cacciatore – raccoglitore”, categoria alla quale, anche se non ce ne rendiamo conto, tutti noi Homo sapiens apparteniamo. La foto a piena immagine di un animale, in primo piano e perfettamente a fuoco, rappresenta istintivamente ed a livello inconscio una preda incarnierata, da portare a casa, condividere con la tribù e conservare il più a lungo possibile (nella memoria aggiuntiva del PC).

Non è raro quindi, oggi, che ex cacciatori sfegatati si convertano alla ben più innocua fotografia naturalistica. Cosa di per sé altamente positiva.

Infine, la presenza dei FFdN e dei migliori tra loro, diviene col tempo un insostituibile strumento volontario e gratuito di sorveglianza, tanto nei confronti di visitatori scorretti, che per quanto riguarda eventi faunistici rari, i quali vengono puntigliosamente documentati, spesso con immagini di altissima qualità.

Per concludere, se ben indirizzati e all’interno di un'area protetta organizzata come si deve, il FdN rappresenta una forza in più e, potenzialmente, una categoria sensibilissima ad ogni forma di degrado della natura, anche se limitato ad aspetti - talora trascurati ma non secondari- di carattere puramente estetico.

Attenzione quindi ad avere con questa categoria, in fortissimo incremento, un rapporto di tolleranza e massima considerazione, quanto meno analogo a quello doveroso nei confronti di tanti altri utenti, più o meno motivati, delle aeree di interesse naturalistico.

Ricordo che è più importante, strategicamente e sul lungo periodo, riuscir a convertire i tantissimi che di natura poco o nulla conoscono, che concentrare ogni sforzo ed ogni risorsa sulle sofisticate esigenze di un numero limitatissimo di specialisti già chiaramente schierati.

 

Testo: Fabio Perco

 Foto: Silvano Candotto

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